I principali servizi offerti su sicurezza e cantieri


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Gli infortuni sui cantieri tendono ad aumentare col passare degli anni? A questa domanda nove persone su dieci risponderebbero affermativamente. La percezione comune è infatti che il trend degli incidenti sia in aumento. Le statistiche istituzionali invece raccontano il contrario, ossia si è in presenza di una riduzione sensibile del numero delle vittime. Come ordine di grandezza, siamo a circa meno 25% dal 2000 al 2011. A cosa è dovuta quindi questa (falsa) percezione? Ovviamente all'inconsapevolezza rispetto al reale problema, che diventa troppo spesso un argomento ambito per le cronache mediatiche. Quello che dispiace però è che in valore assoluto i sinistri sono ancora troppi in ragione delle innumerevoli iniziative di legge che si sono susseguite negli ultimi anni. A nostro parere, in poche parole, l'apparato legislativo in tema, pur contribuendo ad un positivo miglioramento, è di fatto ancora insufficiente.




L'applicazione della legge.

Come nel delicato argomento della progettazione strutturale, piace pensare che l'applicazione testuale della normativa non debba essere il fine principale di un percorso virtuoso in ordine alla sicurezza sui cantieri. Anche perché i testi normativi possono cambiare, aggiornarsi, ridursi o espandersi a seconda dei tempi (e del legislatore di turno). Cosa deve muovere quindi il tecnico che si occupa di coordinare la sicurezza sui cantieri? Senza dubbio il valore etico e morale della incolumità della vita umana. Quando affrontiamo un problema legato alla gestione della sicurezza sui cantieri, cerchiamo sempre di pensare che il fine supremo del servizio inerente sia la salvaguardia delle persone e non la definizione ossessionante di concetti astratti quali "analisi dei rischi", "gestione della segnaletica" e altre (giuste ma fuorvianti) imposizioni normative.


Come progettare la tranquillità (per committente, impresa e società).

Come arrivare quindi ad un efficace intervento sulla sicurezza quando si è chiamati a gestire un cantiere? Tralasciando le ovvietà (caschetti, parapetti ecc.) sulle quali neanche dovrebbe discutersi, noi siamo del parere che il ruolo fondamentale per attenuare il rischio sia la corretta pianificazione del lavoro. Lo si può fare in due modi, complementari tra loro. In primo luogo l'imposizione di un cronoprogramma strutturato in modo da spalmare le punte di rischio in un tempo più lungo possibile. Anche se purtroppo è fattivamente improbabile che la tempistica di un cronoprogramma di progetto venga rispettata dalle imprese, lo può essere la sua struttura di propedeuticità. In secondo luogo, si deve favorire la gerarchizzazione delle maestranze. Una squadra di lavoro strutturata verticalmente si rivela molto meno vulnerabile ai rischi. Non si può infatti pensare che le prescrizioni letterarie impartite attraverso i piani di sicurezza vengano assimilate e acquisite dal singolo operaio, pur se preparato attraverso corsi o attraverso l'esperienza. Questi due semplici aspetti, la strutturazione del flusso di lavoro e la gerarchizzazione delle squadre di lavoro sono alla base della regola d'arte in tema di sicurezza. Molto più che la produzione di carteggi, verbali, sopralluoghi o sanzioni. Ci meravigliamo molto quando i corsi istituzionali sono improntati ad uno sterile ripasso delle imposizioni normative. Se si ribattesse più sugli aspetti tecnici e organizzativi della sicurezza sarebbe, a nostro parere, molto meglio.

Formazione?

Gli investimenti in formazione sono senz'altro positivi. L'esperienza in tema di cantiere e la consapevolezza dei rischi sono ovviamente requisiti importanti. Tuttavia, frequentando i cantieri edili, ci si è trovati molto spesso in uno strano paradosso. Molti dei maggiori rischi derivano da comportamenti spregiudicati dovuti, paradossalmente, all'eccesso di sicurezza da parte di manovalanze esperte. Questa situazione, per quanto inattesa, deve far riflettere sulla giusta importanza da conferire all'aspetto formativo. E' un passo importante e imprescindibile, tuttavia la sua esasperazione non porta vantaggi concreti.

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